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Título: Metodologia, contenuti e forme letterarie dell'História Insulana di Antonio Cordeiro si (1640-1720) a confronto con le Saudades da Terra di Gaspar Frutuoso (1522-1591) : riflessione su due modi di fare storia
Autor: Mancia, Anita
Palavras-chave: António Cordeiro (1640-1720)
Gaspar Frutuoso (1522-1591)
Historiografia Açoriana
Data: 2001
Editora: Universidade dos Açores
Citação: "ARQUIPÉLAGO. História". ISSN 0871-7664. 2ª série, vol. 5 (2001): 431-526
Relatório da Série N.º: História. 2ª série;vol. 5
Resumo: Scrivere su António Cordeiro oggi quando la metodologia storiografica segue linee e orientamenti tutt’altri da quelli di António Cordeiro (Angra 1640 - Lisboa 1720) e di Gaspar Frutuoso può sembrare inattuale e insolito. In realtà le ragioni dell’interesse per la loro opera consistono nella riflessione sulla storia durante il XVI ed i XVII-XVIII secoli in un paese, il Portogallo, che aveva una configurazione geo-politica originalissima, frutto storico della divisione dei domini spagnoli e portoghesi sancita con il trattato di Tordesillas; nell’approfondimento di due maniere di fare storia spesso distanti fra loro, ma che devono la loro ragione d’essere a un duplice approccio, mito-poietico quello di Frutuoso, non di meno storico e razionalista, scientifico-filosofico e razionalista quello di Cordeiro. Per queste ragioni è sembrato fondamentale ed utile confrontare due autori così diversi, non senza aver prima dato conto delle della metodologia storiografica che sottende le loro opere. Resta d’altra parte il fatto indiscutibile che ancora oggi, nel XX secolo, Frutuoso e Cordeiro sono considerati come due fonti della storiografia portoghese sulle Azzorre e su Madeira. Senza di loro sarebbe stato più difficile o incompleto pubblicare l’Archivo dos Açores, raccolta di documenti di storia locale (dal 1878 al 1959). Del rimanente non si può tacere l’importanza che Camilo Castelo Branco ascriveva all’História Insulana di Cordeiro, di cui conservava una copia nella sua biblioteca, e che ora è visibile nella Biblioteca Comunale di Angra. Ancora, occorre sottolineare la presenza di Frutuoso e di Cordeiro come fonti bibliografiche nella ricerca storica di autori contemporanei, sia che trattino la storia dei gesuiti nelle Azzorre od altri temi. Dunque la loro posizione non è in discussione in questo lavoro. Quello che sì è in discussione sono la loro idea della storia, il loro modo, diverso, di trattare gli stessi soggetti. Resta altresì vero e da tenere in considerazione come discriminante di base il fatto che entrambi gli storici in oggetto sono ormai distanti dal modo di fare storia degli storiografi rinascimentali quali Lopes, João de Barros e Damião de Goes ai quali, pure, dicono di ispirarsi e professano stima. La differenza consiste principalmente in una sensibilità diversa ma soprattutto in una organizzazione diversa dei fatti narrati. Essa si esprime nella scelta del tipo di narrazione. Mentre infatti gli storici del rinascimento raccontano in modo diretto e concreto, vivace e pieno di dettagli anche etnologici, gli eventi, Frutuoso e Cordeiro sono mossi, secondo sensibilità per altro diverse e costruzioni diverse del racconto storico, da una istanza sistematizzatrice dei fatti, dalla ricerca ordinata degli eventi e delle loro cause. Essi concepiscono la storia come una ricerca di vestigia, testimonianze di un passato lontano - le statue, le figure mitiche in Frutuoso, o recente, i bassorilievi gesuitici in Cordeiro - laddove nei predecessori questa era costituita da uomini in azione, da ricerca di cause di fatti concreti. Cioè dal disegno concreto che minutamente ritratta un oggetto in divenire. Ma naturalmente tanto Frutuoso quanto Cordeiro sono consapevoli di attingere, pur operando delle scelte, al patrimonio comune degli storici rinascimentali (cronisti) delle scoperte. [...]
URI: http://hdl.handle.net/10400.3/351
ISSN: 0871-7664
Aparece nas colecções:ARQ - Hist2s - Vol 05 (2001)

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